A 100 passi da Novate

La notte tra l’8 e il 9 Maggio 1978 a Cinisi veniva ucciso Peppino Impastato che con il suo impegno e la sua lotta aveva contrastato gli interessi mafiosi sull’aereoporto di Punta Raisi non solo. Oggi più di allora la mafia è pronta ad investire sulle grandi opere pubbliche e private, anche in Lombardia. Oggi più di allora la mafia si struttura come una vera e propria holding della criminalità. Come ben riportato da Filippo Basile il radicamento sul territorio milanese è consolidato e diffuso. Per questo l’associazione Saveria Antiochia Omicron si ripropone di sensibilizzare con azioni culturali la cittadinanza, per infrangere il muro dell’indifferenza che troppo spesso diventa fertile humus per la criminalità mafiosa. Tra i progetti proposti vi sono degli stage per universitari volti alla comprensione delle dinamiche nascoste delle organizzazioni mafiose, attraverso l’analisi degli atti processuali e d’inchiesta. In questo si cerca di concretizzare un impegno continuo contro una criminalità che infrange ogni concetto di legalità. Tra i collaboratori dell’associazione vi è Gianni Barbacetto, che l’anno scorso, nel convegno a 100 passi dal Duomo, interveniva come segue:

http://www.youtube.com/watch?v=undtB_upvTc

Impossibile pensare che questo livello di infiltrazioni non possa riguardare un investimento in denaro e infrastrutture come è l’Expò 2015. In quest’ottica la presenza e l’azione del comitato no-Expò (www.noexpo.it), rappresentato da Andrea Savi, è gia stato in grado di evidenziare diverse forzature da parte della macchina organizzativa che gestisce il finanziamento pubblico. Il comitato non solo ha proposto un documento di analisi delle problematiche che comporta e comporterà l’Expò, ma anche denunciato come sul territorio di Pero la nuova struttura alberghiera (Le Torri Storte) scaricasse le acque nere direttamente nell’Olona. Lo splendido lavoro del comitato e del centro sociale La Fornace, è stato tale da attirare le minacce e le intimidazioni di gruppi di interesse non meglio identificati, che hanno cercato di screditare gli attivisti, proprio come accadeva a Peppino Impastato, la cui morte venne ricondotta a un fallito attentato dinamitardo.

Cosa può fare il Comune di fronte a tutto questo? A questa domanda, che celava un po’ di rassegnazione, il candidato Sindaco Giovanni Bergamini ha risposto sottolineando come l’atteggiamento del Comune non debba più essere come un cuscino per le speculazioni, ma di forte controllo, e come, attraverso la partecipazione reale della cittadinanza, si possa ribaltare una modalità che con le ultime giunte di centro destra aveva estromesso i cittadini novatesi dalla gestione del loro territorio.

Riportiamo il commento alla serata di una giovane partecipante:

“Ciò che ci è stato mostrato sabato sera è stato uno spaccato di un’ Italia, di una Lombardia, di una Milano che magari qualcuno di noi conosceva e altri come me immaginavano… I due ragazzi ospiti con parole chiare, in modo diretto, ciò che io ho apprezzato tantissimo, ci hanno sbattuto in faccia le realtà nelle quali viviamo, governate dall’illegalità..dove il più forte decide per il più debole, dove la mafia governa e regna con complici quali imprenditori del Nord..gente che sta organizzando in prima persona l’expò 2015…ci hanno mostarto come cambierà la nostra città pe questo evento..ma ci hanno anche dato una botta di voglia di lottare ..di non stare a guardare chi sceglie per noi..per il nostro ”bene” ma ad agire, ad informarsi su ciò che viene fatto nel nostro comune..nella nostra regione..perchè i cittadini possono cambiare le cose..e questa non è utopia ma partecipazione, interesse e voglia di vivere la propria città non abitarla e basta…
organizzate altri incontri!! servono moltissimo a riflettere e ad uscire per un attimo dai propri problemi quotidiani dan do un occhiata a ciò che succede intorno a noi!!”

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