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quando la cura è peggio della malattia
bizzarra situazione quella che stiamo vivendo, ci sarebbe di che riderci sopra se non fosse per la drammaticità del contesto.
Monti, ormai insediato con tutti gli onori, spesso parla bene.. fin troppo bene per essere credibile, eppure orde di politici fin ora incapaci d’ogni azione, plaudono fieri per quello che “forse” Monti farà. A NOI in vero interessa quel che non farà che altro non è quello che NON HA FATTO BERLUSCONI… E A VOLER GUARDARE ANCHE QUELLI PRIMA DI LUI. comunque si assiste a scene di vero entusiasmo, direttamente proporzionali a quanto più ci si avvicina al centro-destra.. per poi ridiscendere a livelli di solo entusiasmo quando si passa al fronte del centro-sinistra (sempre che voi riusciate a marcarne i confini ovviamente).
se da un lato si invoca la Madonna (del resto lo schieramento tecnico è, paradossalmente, profondamente spiritualizzato) per la grazia ricevuta (per mano di un mortalissimo Napolitano) dall’altro si invocano santi di più basso rango (..che centro sinistra sarebbe se no ?) e si spera che Monti vada a metter mano in quel barattolo di marmellata a cui solo pochi fin ora hanno avuto accesso… pochi e agguerriti che lo difendono a spada tratta.. il PATRIMONIO.
a dire il vero a sinistra si distingue una voce superba, quella di SeL e del suo mentore Vendola che ultimamente s’è vitvovato stvitolato in un meccanismo di cui lui stesso è stato inventove.. il ricatto.
egli con tutta la prosopopea di cui è capace ha cercato di spiegare il suo appoggio a Monti, ha usato vocaboli e termini identici ai nostri, ha argomentato e circostanziato usando iperboli e dogmi a noi cari.. e che credavamo esclusivo patrimonio comunista (LUI fin da quando era nostro iscritto aveva ammesso di non esserlo più.. si sentiva a disagio.. stretto.. anzi COstretto..) invece… ha proposto alternative quasi accettabili.. ma poi, alfine, ha dovuto smascherare se stesso dicendo che Monti loro lo accettavano perchè lo aveva suggerito Napolitano (ci è andata di male se Napo suggeriva Pulcinella almeno oggi ridevamo tutti a crepapelle) e comunque LUI ..Vendola aveva messo dei paletti (?) PATRIMONIALE e tempi brevi… LUI.. che non è neanche in Parlamento.. LUI che finge di non sentire che la PATRIMONIALE non sarà mai istituita e che i tempi brevi arrivano fino alla fine della legislatura
la verità è che è triste seguire la traiettoria di Vendola che pur di restare abbarbicato all’orlo della gonna di mamma PD accetta l’improponibile soluzione MONTI
Noi di RIFONDAZIONE chiediamo patrimoniale ed equità da decenni ma l’elettorato, (evidentemente soddisfatto di quel che aveva) ci ha accompagnati con gentilezza alla porta preferendo chi gli garantiva l’uovo oggi, l’uovo..solo a loro degli altri chissene..
ora siamo alla resa dei conti, chi ha già dato non può dare oltre, chi ha protetto le proprie briciole se le vedrà portar via e chi ha il tavolo ancora imbandito darà un decimo delle sue portate alla servitù. Marchionne (grazie ai due sindacati padronali Uil e Cisl) s’è beccato un pacco di milioni e pra chiude tutta la Fiat, chiude gli accordi sindacali e chiude le porte all’unico sindacato.. legittimato a parlare..Fiom
se tutto questo voi lo condividete dopo aver letto l’articolo stracciatelo e ingoiatelo… se invece…. avete voglia di far qualcosa ..
noi siamo qui:
da TREMONTI a MONTI
caduto Berlusconi.. anzi SCARICATO dal “sistema economico” un buffone che creava imbarazzo e ilarità negli altolocati ambienti Europei, la crisi che ha divorato, nell’indifferenza totale, il potere d’acquisto degli stipendi delle gente comune, ha cominciato ad erodere anche il capitali illustri.
Mediaset è scesa da un guadagno (2010) di 196 milioni di euro a SOLI 166 previsti per il 2011… ciò ha costretto il nostro leader a scegliere la strada che gli è sempre stata più consona, ovvero quella di FARSI I CAZZI SUOI e ..quindi dimettersi per ridare slancio alle sue imprese, troppo assimilabili alla sua immagine.
detto ciò e dissipata la leggenda metropolitana che rivendicava meriti al centrosinistra per la caduta del mostro, andiamo ad analizzare la scelta di Napolitano che ha praticamente imposto MONTI come prossimo presidente del consiglio.
il buon Napo s’è trovato di fronte alla urgenza di tacitare i mercati europei e per farlo ha scelto uno che ai Mercati Europei è.. complementare, un economista di fama mondiale (già questo la dice lunga sugli “interessi” di Monti) docente della Bocconi, ex presidente della Banca Centrale Europea (sob !) che tanti danni sta facendo ai paesi coinvolti dalla crisi, un cervello conforme alle regole del SISTEMA, che si ritrova in mano un giocattolo ammaccato da riparare con gli strumenti propri che il SISTEMA gli fornisce… chissà come andrà a finire ?? ..ci verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere a dirotto !! come dire al capobranco dei lupi di salvare il gregge dal temporale !!
Rifondazione è per le elezioni SUBITO.. le soluzioni per risolvere la crisi sono alla portata di qualunque governo abbia un p’ò di buon senso, taglio dei privilegi del popolo polito, tagli o abolizione delle spese militari, blocco delle “grandi opere inutili” …PATRIMONIALE.. poche voci che dimezzerebbero da sole il debito.. BASTEREBBE SOLO VOLERLO..
e non è certo MARIO MONTI QUELLO CHE ANDRA’ AD APPLICARLE… ma come dicono i credenti le vie del signore sono infinite.. anche se a noi pare di essere finiti in un vicolo cieco alla fine del quale si intravedono ancora una volta LACRIME E SANGUE solo e …solo per noi
EVENTI la BIKO propone:
12 NOVEMBRE
- dalle ore 10 alle ore 14 prima fase di “IL RE E’ NUDO” torneo di SCACCHI amatoriale
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dalle ore 14 alle ore 18,30
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CONGRESSO di
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RIFONDAZIONE COMUNISTA NOVATE
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MILANESE
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intervengono i relatori delle 3
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mozioni segue il dibattito ed infine, alle ore 18
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circa, il voto
- dalle ore 20 seconda fase del torneo di scacchi
13 NOVEMBRE
- mattina e pomeriggio fasi finali del torneo di scacchi
14 NOVEMBRE
- ore 21 presso l’aula CONSILIARE del comune di NOVATE MILANESE RIFONDAZIONE (e tutte le forze politiche di Novate) propone “QUESTA CRISI NON LA PAGHIAMO NOI !” con l’economista Andrea DI STEFANO direttore di VALORI,
2 DICEMBRE
- alle ore 20,30 presso la sede del circolo Steve Biko Via Garibaldi 17 “LA QUESTIONE MORALE” serata sulla magica figura di ENRICO BERLINGUER, relaziona SERGIO GIUNTINI
20 GENNAIO
- all’approssimarsi del “giorno della memoria” alle ore 20,30 presso la sede del circolo Steve Biko
”IL RAZZISMO BIOLOGICO esistono le razze umane ?”
serata condotta dal prof MAURO TARTARI
prendete nota degli appuntamenti e sappiate che a seguire ce ne sono in preparazione molti altri
una letterina la scriviamo anche noi
poichè la delirante e criminogena letterina di Silvio ha riscosso consensi e plausi dagli esimi esponenti economici Europei.. (e russi..) tentiamo anche noi di percorrere la strada epistolare.. inoltrando una nostra missiva all’unica persona in grado di poter esaudire i nostri sogni.. pertanto:
caro Babbo Natale (ci scuserà Gesù Bambino ma noi .. com’è noto i bambini li preferiamo bolliti) ci resti solo tu, che tanto somigli al buon Karl, per tentare di riportare la politica italiana/mondiale sulla strada del buon senso, siamo qui a chiederti poche cose, PACE E SERENITA’ .
tu dirai <<hai detto niente !>> eppure caro Natalino, scusa la confidenza, se ci pensi è proprio una richiesta modesta e di facile realizzazione.. basterebbe far sparire un paio di centiaia di persone dal mondo emerso e il gioco sarebbe fatto, ehi non stiamo parlando di gulag o di siberia.. ne di carcere duro (anche se…) ci acconteremmo che fossero tutte concentrate in un isola dei Caraibi.. ben servita.. con tutti i servizi necessari ad una vita dignitosa e tutte le garanzie di assistenza necessarie… naturalmente ci accolleremmo di buon grado i costi di tale sostentamento.. del resto quanto potrà costarci sostenere 200 persone se la spesa venisse ripartita tra 7 miliardi di persone ??
non staremmo certo qui ad elencare uno per uno i nomi dei 200, tu di certo li conosci da una vita… poichè è una vita che a loro non porti i doni che spettano ai buoni.. per quel che ci riguarda vorremmo solo esser sicuri che che tra loro ci siano …..usconi …..onne …ossi e il suo amico …..ghezio, la sciura….gaglia, l’infido ….unetta il tertro…..emonti ….l’avv. ….edini (anche se di fatto lui se lo meriterebbe solo “honoris causa” ) insomma Natalino i soliti criminali che tanto danno hanno fatto appunto alla serenità e anche alla pace (interiore) di un popolo come il nostro.
Naturalmente per quanto riguarda gli altri.. hai ampia scelta di luoghi ove pescare.. Banca Mondiale, Bce, Parlamento Europeo, centri di potere economico mondiale, amministratori delle multinazionali globali, …insomma quei 200 che con le loro scelte misogene e deliranti fanno girare le vite di tutti noi secondo regole affini al famigerato “mercato” ..non dirci che anche tu compri da loro !!
Natale non è poi così lontano ci metteremo ancora un pochino di pazienza e aspetteremo fino ad allora.. ma se a gennaio tutto sarà rimasto come ora.. aggiungeremo il tuo nome ai 200 “nemici” sei avvisato !
P.s
In verità sebbene tu ti vesta di rosso non ci ha mai convinto la tua equità nel distribuire doni.. la maggior parte di noi da te ha ricevuto regalini da 4 soldi.. con buona pace dei nostri genitori mentre “altri” di altro rango hanno ricevuto partecipazioni in holding o incarichi da direttore generale.. con i quali però non potevano giocarci, sarà per questo che la loro vita è piena di rancore nei nostri confronti ?
MO BASTA PERO’ !!
PENSIONI, FERRERO (PRC): GOVERNO SERVO DIKTAT EUROPEI. DIMISSIONI SUBITO
chi non lotta ha già perso !!
Piazza del Popolo oggi è la piazza della democrazia, della ripresa di parola delle lavoratrici e dei lavoratori, delle realtà sociali, del movimento.
E’ lo spazio pubblico che è stato sottratto al corteo del 15 ottobre dalla violenza degli scontri e che Maroni e Alemanno volevano e vorrebbero sequestrare permanentemente alla libera espressione del conflitto sociale e alla partecipazione democratica.
Sarà nuovamente visibile oggi il nesso strettissimo che lega i diritti del lavoro e la democrazia, la domanda del cambiamento da costruire, per non subire la vera e propria regressione di civiltà incorporata nel modello Marchionne, nelle politiche del governo, nelle ricette della Bce.
Sarà oggi visibile, non solo la domanda di lavoro e di diritti che le lavoratrici e i lavoratori della Fiat e di Fincantieri, impegnati da tempo in vertenze pesantissime, portano in quella piazza, ma la necessità e la possibilità di costruire un diverso modello di sviluppo, e l’obiettivo per questo urgente più che mai, di mettere in connessione le lotte e i movimenti. Di costruire un progetto e una possibilità per un’alternativa.
La ricetta di Marchionne è nota e va avanti. E’ una ricetta su cui convergono i diversi spiriti del capitalismo italiano. La lotta delle diverse fazioni, resa esplicita dalle prime pagine del Corriere, le prese di posizione dei vari Bombassei, Giavazzi, Marcegaglia, le evidenti relazioni con le diverse ipotesi di ristrutturazione del quadro politico, non mutano l’obiettivo di fondo: quello di cancellare una volta per tutte il contratto nazionale e i diritti del lavoro. Quello di ridurre le lavoratrici e i lavoratori a pura merce in competizione, stabilimento contro stabilimento, lavoratore contro lavoratore, disposti ad ingoiare condizioni sempre peggiori, il comando assoluto dell’impresa su ogni aspetto del rapporto di lavoro, sulla vita intera. Un modello tradotto in legge dall’inaudità gravità dell’articolo 8. Un dispositivo micidiale che porta con sé la precarizzazione integrale dei rapporti di lavoro, la possibilità di derogare a livello aziendale e territoriale per qualsiasi motivo e in qualsiasi luogo tanto dal contratto nazionale, quanto dalla legislazione a tutela del lavoro, a partire dall’articolo 18. Marchionne ringrazia chi gli ha concesso tanto, chi non gli chiede conto nemmeno ora. Ora che è chiaro il gigantesco bluff di Fabbrica Italia, ora che la Fiat chiude la Cnh, la Irisbus e Termini Imerese e promette altre ristrutturazioni.
E che dire della vicenda Fincantieri, dove la lotta dei lavoratori ha imposto a giugno il ritiro di un piano industriale che preludeva alla dismissione dell’intero comparto della cantieristica e dove ora si tenta, stabilimento per stabilimento, di riproporre quel medesimo piano, senza uno straccio di politica industriale? Tanto più grave in un’azienda che è una delle ultime aziende pubbliche di questo paese.
Lo sciopero e la manifestazione della Fiom di oggi sono in primo luogo la lotta per pretendere risposte dalla Fiat e da Fincantieri, sono la lotta contro l’articolo 8 e per la riconquista del contratto nazionale senza deroghe, per il voto vincolante delle lavoratrici e dei lavoratori sulle piattaforme e sugli accordi.
Ma la piazza di oggi è anche la piazza che può riprendere a tessere il filo del rapporto tra i diversi soggetti e le diverse lotte, la ricchezza che c’è nei movimenti.
Per dire che la lettera della Bce va rispedita al mittente con il suo carico di aggressione ai diritti del lavoro, al welfare, ai beni comuni. E che colpire la speculazioni si può se si vuole: imponendo alla Bce di comprare direttamente i titoli degli stati, tassando le transazioni finanziarie, proibendo le vendite allo scoperto.
Per dire che ci vogliono politiche industriali pubbliche a partire da un piano per la mobilità sostenibile, che trasferisca il trasporto merci sulle autostrade del mare, promuova il trasporto pubblico nelle città e la produzione di auto non inquinanti. E che questo dovrebbe essere l’obiettivo per difendere assieme il lavoro, l’ambiente, il futuro. E che anche le risorse ci sarebbero, se non si continuasse a sostenere scelte folli come la Torino-Lione o il Ponte sullo Stretto, o gli F35 e i loro costi sociali, economici e ambientali insostenibili. Per dire che è incivile un paese in cui l’1% degli italiani ricchissimi possiede lo stesso patrimonio del 60% della popolazione, e che ci vuole una patrimoniale non per pagare il debito, ma per diminuire le tasse su salari e pensioni e per il reddito sociale. Per dire che faremo il referendum per abrogare l’articolo 8, contro il Collegato Lavoro e la legge 30.
La piazza di oggi riprende la parola. Sta a tutti noi sostenere le lotte per il diritto al lavoro e i diritti del lavoro. Sta a tutti noi adoperarsi perché si radichi nei territori un movimento antiliberista duraturo, che faccia della democrazia la sua pratica e il suo obiettivo. Che insieme ai milioni di persone che in tutto il mondo stanno capendo e si stanno organizzando, faccia crescere la partecipazione e le lotte e costruisca un’alternativa.
LA MARCIA SU ROMA
LA RABBIA DI ALCUNI ANNULLA L’INDIGNAZIONE DI MOLTISSIMI, 700 MILA MANIFESTANTI PACIFICI VITTIME DELL’AGIRE VIOLENTO DI UN CENTINAIO DI GIOVANI INCAZZATI.
non possiamo certo dire che non ne abbiano tutte le ragioni, è una generazione a cui è stato scippato il futuro, rubate le tutele, il lavoro.. i diritti, una generazione che soccombe ad un sistema che guarda solo al potere economico e ignora ed anzi si accanisce sui diritti di tutti.
Questo è un mondo che tutti noi abbiamo promesso e tentato di cambiare senza riuscirvi, abbiamo creato l’esatto opposto e ne siamo diventati noi stessi vittime, è plausibile che qualcuno esprima la propria indignazione abbandonando la poco efficace dialettica e l’improduttivo confronto democratico e passi alle più autogratificanti e immature vie di fatto…
dovremmo fare tutti un mea culpa, non è per mancanza di un servizio d’ordine o per carenza di organizzazione che ciò è accaduto.. ma solo ancora una volta per eccesso di fiducia di noi tutti in noi tutti, e naturalmente per la pochezza di chi pensa che rompendo una vetrina incendiando una macchina si ferisca in qualche modo il “potere” ..senza capire che invece così facendo si offra materiale e alibi a chi vuole cancellare con la menzogna il milione di dimostranti che PACIFICAMENTE (loro si avrebbero ferito il potere) chiedevano il ritorno ad un mondo UMANO
barcolla….vacilla… inciampa… ma
il Re pare nudo e si appresta a chiedere la
sua 53 fiducia, questa volta le zoccole non centrano, questa volta è bastato lui
e le sue “priorità” lui e le sue “trovate” a farlo inciampare in un voto
sfavorevole, questa volta è rimasto con carta straccia tra le mani e per ua
volta ha sentito il suo culo bruciare.
fin ora grazie alle prezzolate
stampelle padane ha sempre retto. il palazzo di sterco che ha messo in piedi ha
resistitto ad ogni colpo autoinflitto e ad ogni flebile sospiro di una
opposizione invisibile e monotonamente banale.
non son servite le
“gnocche” ne son servite le “nipoti” non son serviti gli insulti alla giustizia
ne le offese al popolo italiano taglieggiato e turlupinato in difesa delle
banche e del capitale e status quo.
è bastata una sconcia Lega di trote
merluzzi e squali (ancora in debito di 12 miliardi con il padrone) copre ogni
nefandezza, un ridicolo manipolo di mercenari ex Dc ex Psi ex Pli di certo WC..
cloache umane che in cambio di un assegno (Scajola ha già adocchiato una
villetta che a sua insaputa qualcuno gli regalerà) e un posto in lista lo
seguirebbero in culo al mondo, e qui in fondo sempre di zoccole stiamo
parlando.
ma se da uno stronzo ci si può aspettare di tutto da chi lo
contrasta in parlamento ci si aspetterebbe qualcosa di più di banali e continui
inviti a dimettersi (come parlare con un sordo sperando che un miracolo lo
guarisca.. e quand’anche ciò accadesse resterebbe pur sempre la sua bassezza
morale a far da argine ad ogni barlume di logica).
se Sparta piange Troia
non ride di certo.. ad un Di Pietro che predica alfa e razzola beta ci siamo
ormai abituati, ad un Bersani che è troppo preso a schivare le coltellate dei
suoi “amici” di partito (..e nel poco tempo che gli resta lo passa a
“….pettinare bambole”) lo ammettiamo facciamo ancora fatica ad abituarci,
facciamo fatica a comprenderne il pensiero, se di pensiero possiamo parlare. Di
Vendola non vogliamo parlare, (ora che Bertinotti lo ha scaricato poi.. quel che
vorremmo dire sarebbe blasfemo) perso nel culto di se stesso affronta i problemi
in un solo modo, cercando di entrare da vincitore nella “caserma” Pdina.. non
sapendo ofacendo finta di non sapere, che nel momento stesso in cui riuscisse a
mettervi piede la caserma si dissolverebbe in una nuvola di D’Alemiana fattura
ottenendo il risultato che meglio gli riesce DIVIDERE ogni forza in cui mette
piede.
il 15 OTTOBRE il mondo scende in
piazza (210 piazze in tutto il mondo per la precisione) contro questo “sistema”
marcio e.. pensate un p’ò in Italia non ci saranno ne il PD e tantomento l’
IDV… se non vi basta questo per scegliere RIFONDAZIONE l’unica forza politica
ORGOGLIOSAMENTE comunista, anticapitalista e anti sistema allora crogiolatevi
nel quotidiano teatrino di buffoni !!
LA BIKO CI SARA’ ANCHE PER VOI !!
indignarsi è giusto !!

Un uomo con la cravatta si presentò in un piccolo paese. Si issò su una panchina e gridò a tutta la popolazione che avrebbe comprato in contanti, per 100 euro l’uno, ogni asino che gli avrebbero presentato. I contadini lo trovarono un po’ strano ma il prezzo era molto interessante e quelli che fecero l’affare se ne tornarono a casa con il borsellino pieno e la faccia gioiosa. L’uomo con la cravatta tornò l’indomani e offrì 150 euro ad asino così gran parte degli abitanti vendette le proprie bestie. I giorni seguenti ne offri 300 e quelli che non avevano ancora venduto vendettero gli ultimi asini del paese. Si accorse che non ne restavo uno e dichiarò a tutti che sarebbe tornato dopo una settimana per comprare ogni asino pagando 500 euro a testa e se ne andò.
L’indomani affidò al suo socio il branco di asini che aveva acquistato e lo mandò nello stesso paese con l’ordine di rivendere le bestie al prezzo di 400 euro l’uno. I contadini vedendo la possibilità di avere un beneficio di 100 euro la settimana successiva, ricomprarono i loro asini ad un prezzo 4 volte superiore di quanto avevano ricevuto nella vendita e, per farlo, dovettero chiedere un prestito alla banca.
Come immaginate, i due affaristi se ne andarono a fare una vacanza meritata in un paradiso fiscale mentre i contadini si ritrovarono con degli asini senza nessun valore, indebitati sino al collo e rovinati.
Quei poveri diavoli di contadini tentarono invano di rivenderli per rimborsare il debito. Il valore dell’asino crollò. Le bestie furono sequestrate e poi affitate dalla banca ai loro precedenti proprietari. Però il banchiere andò dal sindaco spiegando che se non avesse recuperato i fondi si sarebbe rovinato anche lui e di conseguenza avrebbe dovuto chiedere il rimborso immediato di tutti i crediti concessi al comune.
Per evitare il disastro, il sindaco, invece di dare denaro agli abitanti per pagare i debiti, dette denaro al banchiere, amico intimo del primo assessore… Purtroppo questi, dopo aver ripristinato i suoi fondi, non annullò i debiti dei contadini né quelli del comune che si ritrovò vicino alla bancarotta.
Vedendo i suoi debiti crescere e preso alla gola dai tassi d’interesse, il comune chiese aiuto ai comuni vicini ma questi risposero che era impossibile avendo subito anche loro gli stessi infortuni.
Il banchiere consigliò, in un modo disinteressato, di ridurre le spese: meno soldi alle scuole, meno ai programmi sociali, le strade, la polizia municipale… Si riportò in avanti l’età delle pensioni, si licenziarono gli impiegati municipali, si abassarono gli stipendi e si aumentarono le tasse. Era, si diceva, inevitabile ma si promise di moralizzare quello scandaloso commercio degli asini.
Questa ben triste storia si rivelò piccante quando si seppe che il banchiere e i due affaristi sono fratelli e vivono insieme in un isola delle Bermuda, acquistata col sudore… Si chiamano i Fratelli Mercato. Con tanta generosità hanno promesso di sovvenzionare la campagna elettorale dei sindaci uscenti. In ogni caso questa storia non è finita perchè non si sa che fine fecero i contadini. E tu, cosa avresti fatto al loro posto? Che farai tu?



