la verità non ha recinti che possano fermarla


25 aprile 1

grande manifestazione ieri a Milano, al solito quello che si è saputo è che ci sono stati i “soliti facinorosi” che hanno turbato il clima idilliaco della “rappresentazione che si svolgeva sul palco”

ma  la verità per chi sa cercarla non fatica a diventare nota, radiopopolare stamattina ha raccontato,  per bocca di testimoni oculari.. anche “neutri” come semplici passanti o intere famiglie il vero svolgersi degli “scontri”, un racconto che ancora una volta vede emergere una “regia” ben definita che persegue un obiettivo chiaro e quasi scontato, ovvero creare tensione e magari convolgere qualche innocente, ciò è tanto vero quanto è vero che appena si sono resi conto che i testimoni scomodi erano troppi, le forze dell’ordine, nella fattispecie la “beneamata arma dei carabinieri” ha aperto un varco ed ha lasciato passare i ragazzi dei centri sociali, i quali del tutto giustificatamente hanno potuto contestare “figure” che nulla avevano a che fare con il 25 Aprile… per esempio la Moratti o Podestà.

sempre Radiopop ha poi intervistato un esponente (Pizzinato) dei sindacati (Cisl e UIL) che non hanno aderito al corteo il quale ha dato il senso dello stato delle cose. Costui, ex partigiano, ha avuto l’ardire di giustificare la presenza di gente come la Moratti o Podestà..perchè l’una ha un padre ex partigiano.. l’altro ha sposato la figlia di un ex partigiano.. come dire che se Hitler avesse avuto un padre SANTO  automaticamente avrebbe avuto diritto di parlare dal palco della festa della Liberazione dal fascismo.

ma.. lasciamo ora spazio a chi del corteo di ieri porterà a lungo un doloroso ricordo dal blog di Luciano Muhlbauer:

Arrivati a San Babila, il corteo ha imboccato corso Vittorio Emanuele II, sempre senza problemi e momenti di tensione. Ma poi, all’imbocco di piazza Duomo, alla fine del corso, cioè in un punto affollatissimo, tra manifestanti e passanti, all’improvviso cambia lo scenario. Agenti in tenuta antisommossa della Celere e dei reparti mobili di Carabinieri e Guardia di Finanza si fiondano nel corteo, posizionandosi davanti allo spezzone del Cantiere.
Io praticamente me li sono trovati davanti, la confusione era tanta e, visti gli spazi ristretti, l’affollamento e il modus operandi delle forze dell’ordine, era evidente che la situazione poteva degenerare con facilità. E così, come si fa di solito per evitare contatti e casini, mi sono messo davanti allo schieramento di agenti dicendo, con le braccia allargate e dicendo “calma tutti”. O meglio, non mi ricordo bene se quelle parole sono riuscito a pronunciarle fino in fondo, perché sono stato immediatamente abbattuto con un violento colpo di manganello alla testa da parte di un carabiniere.
Ci tengo a precisare che eravamo ai momenti iniziali della manovra delle forze dell’ordine, che in quel momento non c’era nessuno che lanciava niente eccetera, perché prevaleva la sorpresa e il disorientamento. Insomma, è stata una violenza gratuita e ingiustificabile, che peraltro ha coinvolto anche un ragazzo giovanissimo che si trovava alle mie spalle.
Non so cosa sia successo immediatamente dopo la manganellata, perché ero per terra e tentavo di proteggermi la testa, ma quando alcuni manifestanti mi hanno aiutato a rialzarmi, vedevo che nel frattempo era accorso anche il servizio d’ordine della Cgil, tentando di separare gli agenti antisommossa dai manifestanti. Infine, dopo soltanto pochi minuti dal blitz, le forze dell’ordine si sono allontanate e hanno fatto proseguire il corteo, camion compreso.
Insomma, un’aggressione a freddo –non trovo altre parole-, il cui senso mi sfugge completamente. O meglio, se volessi trovare una spiegazione razionale al comportamento della Questura, ne vedo soltanto una: una sorta di spedizione punitiva, tesa a produrre il massimo di tensione e confusione possibile.

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