Essere antifascisti nel 2010 continua ad essere un qualcosa di
urgentemente necessario, non è solo la memoria ad essere in pericolo e
non è solo la storia ad essere minacciata, l’autoritarismo la
xenofobia e l’arbitrio assumono forme ben più concrete e ben più sinistre.
Tutto comincia col sonno della ragione e l’indebolimento della memoria a cui vent’anni
di egemonia delle destre sono stati letali , sotto questa cappa di
mediocrità etica striscia un odio pungente che assume le forme di una bambina
morta per una tessera sanitaria scaduta, o quella di un migrante sciolto nell’acido da un padrone arrogante. O quella ancora di interi quartieri ostaggio
dei deliri securitari di un amministrazione che non ha più nulla di
democratico ( ci sarebbe da stabilire se ancora conservi qualcosa di
umano), della solita incessante sequela di (sempre impuniti ) omicidi sul lavoro che
funestano una classe alla quale si cerca di togliere ogni tutela tenendola in ostaggio della precarietà più diffusa, la violenza del
parificare la la memoria dei torturati e dei torturatori, che spesso
> si trasforma in lapidi menzognere o vie vergognose, come se il trascorrere degli
anni potesse cancellare la vergogna della dominazione nazifascista.
Bisogna avere gli occhi bene aperti, ora più che mai, per riconoscere le
camicie nere sotto i blazer, sotto quelle verdi o sotto le tonache ..o anche dietro certi
discorsi “democratici”; non si tratta di semplice vigilanza ma di
riconoscere nel quotidiano un antecedente storico rispetto all’emergenza
democratica che stiamo vivendo, una progettualità, una strategia, politica ben precisa
che anima la furia xenofoba e legalitaria tanto di moda, che attacca senza scrupoli i fondamenti stessi dellademocrazia umiliando la Costituzione, e che questo disegno politico, e il “sistema” da lui propugnato, vanno affrontati nelle piazze e nella vita di tutti i giorni, senza tregua. Proprio per questo, quest’anno il 25 aprile merita tutta la nostra partecipazione, a cominciare dall’impegno quotidiano nel cercare il confronto nei rapporti con gli altri, sui posti di lavoro, nei tragitti casa lavoro, perchè i diritti civili e
sociali che oggi sono ostaggio della retorica xenofoba e securitaria
sono esattamente figli degli ideali che hanno mosso la resistenza e,
proprio per questo, allora come ora, è importante non concedere
nemmeno un metro, a chi vorrebbe cancellarli.
25 aprile.. mai come oggi RESISTERE !!
ORA E SEMPRE RESISTENZA !!!
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