Archive for aprile 2010
la verità non ha recinti che possano fermarla

grande manifestazione ieri a Milano, al solito quello che si è saputo è che ci sono stati i “soliti facinorosi” che hanno turbato il clima idilliaco della “rappresentazione che si svolgeva sul palco”
ma la verità per chi sa cercarla non fatica a diventare nota, radiopopolare stamattina ha raccontato, per bocca di testimoni oculari.. anche “neutri” come semplici passanti o intere famiglie il vero svolgersi degli “scontri”, un racconto che ancora una volta vede emergere una “regia” ben definita che persegue un obiettivo chiaro e quasi scontato, ovvero creare tensione e magari convolgere qualche innocente, ciò è tanto vero quanto è vero che appena si sono resi conto che i testimoni scomodi erano troppi, le forze dell’ordine, nella fattispecie la “beneamata arma dei carabinieri” ha aperto un varco ed ha lasciato passare i ragazzi dei centri sociali, i quali del tutto giustificatamente hanno potuto contestare “figure” che nulla avevano a che fare con il 25 Aprile… per esempio la Moratti o Podestà.
sempre Radiopop ha poi intervistato un esponente (Pizzinato) dei sindacati (Cisl e UIL) che non hanno aderito al corteo il quale ha dato il senso dello stato delle cose. Costui, ex partigiano, ha avuto l’ardire di giustificare la presenza di gente come la Moratti o Podestà..perchè l’una ha un padre ex partigiano.. l’altro ha sposato la figlia di un ex partigiano.. come dire che se Hitler avesse avuto un padre SANTO automaticamente avrebbe avuto diritto di parlare dal palco della festa della Liberazione dal fascismo.
ma.. lasciamo ora spazio a chi del corteo di ieri porterà a lungo un doloroso ricordo dal blog di Luciano Muhlbauer:
Arrivati a San Babila, il corteo ha imboccato corso Vittorio Emanuele II, sempre senza problemi e momenti di tensione. Ma poi, all’imbocco di piazza Duomo, alla fine del corso, cioè in un punto affollatissimo, tra manifestanti e passanti, all’improvviso cambia lo scenario. Agenti in tenuta antisommossa della Celere e dei reparti mobili di Carabinieri e Guardia di Finanza si fiondano nel corteo, posizionandosi davanti allo spezzone del Cantiere.
Io praticamente me li sono trovati davanti, la confusione era tanta e, visti gli spazi ristretti, l’affollamento e il modus operandi delle forze dell’ordine, era evidente che la situazione poteva degenerare con facilità. E così, come si fa di solito per evitare contatti e casini, mi sono messo davanti allo schieramento di agenti dicendo, con le braccia allargate e dicendo “calma tutti”. O meglio, non mi ricordo bene se quelle parole sono riuscito a pronunciarle fino in fondo, perché sono stato immediatamente abbattuto con un violento colpo di manganello alla testa da parte di un carabiniere.
Ci tengo a precisare che eravamo ai momenti iniziali della manovra delle forze dell’ordine, che in quel momento non c’era nessuno che lanciava niente eccetera, perché prevaleva la sorpresa e il disorientamento. Insomma, è stata una violenza gratuita e ingiustificabile, che peraltro ha coinvolto anche un ragazzo giovanissimo che si trovava alle mie spalle.
Non so cosa sia successo immediatamente dopo la manganellata, perché ero per terra e tentavo di proteggermi la testa, ma quando alcuni manifestanti mi hanno aiutato a rialzarmi, vedevo che nel frattempo era accorso anche il servizio d’ordine della Cgil, tentando di separare gli agenti antisommossa dai manifestanti. Infine, dopo soltanto pochi minuti dal blitz, le forze dell’ordine si sono allontanate e hanno fatto proseguire il corteo, camion compreso.
Insomma, un’aggressione a freddo –non trovo altre parole-, il cui senso mi sfugge completamente. O meglio, se volessi trovare una spiegazione razionale al comportamento della Questura, ne vedo soltanto una: una sorta di spedizione punitiva, tesa a produrre il massimo di tensione e confusione possibile.
25 aprile.. mai come oggi RESISTERE !!
Essere antifascisti nel 2010 continua ad essere un qualcosa di
urgentemente necessario, non è solo la memoria ad essere in pericolo e
non è solo la storia ad essere minacciata, l’autoritarismo la
xenofobia e l’arbitrio assumono forme ben più concrete e ben più sinistre.
Tutto comincia col sonno della ragione e l’indebolimento della memoria a cui vent’anni
di egemonia delle destre sono stati letali , sotto questa cappa di
mediocrità etica striscia un odio pungente che assume le forme di una bambina
morta per una tessera sanitaria scaduta, o quella di un migrante sciolto nell’acido da un padrone arrogante. O quella ancora di interi quartieri ostaggio
dei deliri securitari di un amministrazione che non ha più nulla di
democratico ( ci sarebbe da stabilire se ancora conservi qualcosa di
umano), della solita incessante sequela di (sempre impuniti ) omicidi sul lavoro che
funestano una classe alla quale si cerca di togliere ogni tutela tenendola in ostaggio della precarietà più diffusa, la violenza del
parificare la la memoria dei torturati e dei torturatori, che spesso
> si trasforma in lapidi menzognere o vie vergognose, come se il trascorrere degli
anni potesse cancellare la vergogna della dominazione nazifascista.
Bisogna avere gli occhi bene aperti, ora più che mai, per riconoscere le
camicie nere sotto i blazer, sotto quelle verdi o sotto le tonache ..o anche dietro certi
discorsi “democratici”; non si tratta di semplice vigilanza ma di
riconoscere nel quotidiano un antecedente storico rispetto all’emergenza
democratica che stiamo vivendo, una progettualità, una strategia, politica ben precisa
che anima la furia xenofoba e legalitaria tanto di moda, che attacca senza scrupoli i fondamenti stessi dellademocrazia umiliando la Costituzione, e che questo disegno politico, e il “sistema” da lui propugnato, vanno affrontati nelle piazze e nella vita di tutti i giorni, senza tregua. Proprio per questo, quest’anno il 25 aprile merita tutta la nostra partecipazione, a cominciare dall’impegno quotidiano nel cercare il confronto nei rapporti con gli altri, sui posti di lavoro, nei tragitti casa lavoro, perchè i diritti civili e
sociali che oggi sono ostaggio della retorica xenofoba e securitaria
sono esattamente figli degli ideali che hanno mosso la resistenza e,
proprio per questo, allora come ora, è importante non concedere
nemmeno un metro, a chi vorrebbe cancellarli.
ORA E SEMPRE RESISTENZA !!!
Lettera aperta di Paolo Ferrero
LETTERA APERTA A TUTTI I PARTITI DELL’OPPOSIZIONE PER UNA MOBILITAZIONE COMUNE CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI A PARTIRE DALLA DIFESA DELL’ARTICOLO 18
Cari amici e compagni,
I risultati delle elezioni regionali consolidano a mio parere il governo Berlusconi. Questo nonostante la corruzione, le iniziative antidemocratiche e la politica antisociale che scarica i costi della crisi su giovani, lavoratori e pensionati.
Penso che l’unico modo per modificare questa drammatica situazione non stia nel cielo delle alchimie politiche ma bensì nella consapevole costruzione di un movimento di opposizione. Questo deve essere unitario e partire dai problemi sociali – dalla drammatica questione occupazionale e salariale – che la popolazione vive in solitudine senza trovare nella politica alcuna risposta.
Vi propongo pertanto di costruire un’iniziativa politica che dia continuità alla manifestazione del 13 marzo scorso. Partendo da subito con una mobilitazione affinché, dopo l’intervento di Napolitano, venga respinto definitivamente l’attacco all’articolo 18 e ai diritti dei lavoratori contenuto nel “collegato lavoro”.
Vi propongo di costruire una primavera referendaria che oltre a sostenere il referendum promosso dai comitati per l’acqua pubblica, promuova unitariamente referendum contro il nucleare, contro la precarietà e legge 30.
Vi propongo di concordare alcuni obiettivi chiari sulla redistribuzione del reddito e del lavoro, sulla lotta alla precarietà, sulle politiche economiche e ambientali, al fine di determinare la base su cui costruire una mobilitazione duratura nel paese.
Ritengo che un impegno unitario in questa direzione permetterebbe di sbloccare l’attuale situazione ed in particolare di costruire l’agenda politica a partire dai problemi del paese, impedendo al premier di imporre la propria agenda. Resto infatti convinto che ogni alternativa non può che partire qui ed ora dalla rimessa al centro della questione sociale.
Nell’attesa di un Vostro riscontro
Un caro saluto
PAOLO FERRERO
dopo le elezioni la Biko vive

