Archive for gennaio 2010

taormina gola profonda

bocca

RIPORTIAMO UN ARTICOLO DELL’ESPRESSO IN CUI UN VECCHIO AMICO DI BERLUSCONI VEDENDO APPROSSIMARSI L’ORA DELL’ADDIO ALLA VITA SI FA PRENDERE DAGLI SCRUPOLI E PER AFFRANCARSI AGLI OCCHI DEL SUO DIO DECIDE DI RACCONTARCI QUEL CHE SOLO I BABBEI NON SAPEVANO

 

«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».

Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.

 

Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo impedimento?
«La correggo: le norme che gli servono per completare il suo disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge costituzionale, che è fondamentale».

Mi spieghi meglio.
«Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».

E perché?
«Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimentoı».

E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis?
«Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».

Mi faccia capire: Berlusconi sta facendo una legge – il legittimo impedimento -che già sa essere incostituzionale?
«Esatto. Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente».

Come fa a esserne così certo?
«Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».

Tipo?
«Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi».

Che all’epoca era Presidente della Repubblica.
«Esatto. E Ciampi chiese una modifica».

Quindi?
«Quindi io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente».

Pentito?
«Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico. Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava strutturando l’entourage più ristretto del Cavaliere.

A chi si riferisce?
«A Cicchitto, a Bondi, a Denis Verdini, ma anche a Ghedini e Pecorella. Personaggi che hanno preso il sopravvento e che condizionano pesantemente il premier. E l’hanno portato a marginalizzare – a far fuori politicamente – persone come Martino, Pisanu e Pera. E adesso stanno lavorando su Schifani».

Prego?
«Sì, il prossimo che faranno fuori è Schifani. Al termine della legislatura farà la fine di Pera e Pisanu».

Ma mancano ancora tre anni e mezzo alla fine della legislatura…
«Non credo proprio. Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011, Berlusconi andrà alle elezioni anticipate».

E perché?
«Perché gli conviene farlo finché l’opposizione è così debole, se non inesistente. Così vince un’altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».

Aiuto: mi sta dicendo che avremo Berlusconi fino al 2020?
«E’ quello a cui punta. E in assenza di un’opposizione forte può arrivarci tranquillamente. L’unica variabile che può intralciare questo disegno, più che il Pd, mi pare che sia il centro, cioè il lavorio tra Casini e Rutelli. Ma se questo lavorio funzionerà o no, lo vedremo solo dopo le regionali».

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AGNOLETTO presidente regione Lombardia

agn  FINALMENTE E’ STATA UFFICIALIZZATA LA CANDIDATURA DI VITTORIO AGNOLETTO ALLA CORSA PER LA PRESIDENZA DELLA REGIONE LOMBARDIA.

E’ UNA CANDIDATURA CHE SURCLASSA PER VALORE E MERITI SIA QUELLA DI CARDINAL FORMIGONI CHE QUELLA SCIALBA DI PENATI.. SIAMO CERTI CHE TUTTI I COMPAGNI CHE FANNO RIFERIMENTO ALLA SINISTRA REALE NON ESITERANNO UN ISTANTE NELLA SCELTA.. E SEPPUR LA SPERANZA DI VITTORIA E’ ASSAI POCO CONCRETA (ANCHE PER  PENATI DEL RESTO)  DI CERTO CI DOVRA’ CONCENTRARE SU UN UNICO OBIETTIVO,  QUELLO DI LANCIARE IL MESSAGGIO CHIARO E FORTE CHE LA SINISTRA C’E’ ED E’ RINATA !!

ag

 

 

Agnoletto, 4 punti per vera opposizione a Formigoni

 Red,   28 gennaio 2010, 20:00

 Regionali     “La vittoria di Niki Vendola in Puglia, frutto dell’unità a sinistra, parla anche a noi. Mi rivolgo ai simpatizzanti di Sinistra e Libertà, agli elettori dell’Idv: utilizziamo le elezioni regionali per costruire anche in Lombardia un polo autonomo della sinistra”. Vittorio Agnoletto ha presentato così la sua candidatura alla presidenza della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra

La campagna elettorale di Agnoletto sarà incentrata su 4 punti fondamentali: “Primo, il diritto alla salute. Come medico sono indignato dalla situazione lombarda, dove il 60% degli esami diagnostici si fanno in strutture private, e si inventano interventi chirurgici solo per ottenere rimborsi dalle casse pubbliche. Chiedo il rilancio della sanità pubblica lombarda, propongo sanzioni per i dirigenti delle strutture sanitarie che mantengono lunghe liste di attesa per indirizzare i cittadini verso il privato. Secondo, il diritto al lavoro. Siamo la regione che ha perso più posti di lavoro in questo periodo di crisi, e se fosse stato per Formigoni la Innse a quest’ora avrebbe chiuso. Sono necessari più ammortizzatori sociali, che garantiscano anche chi è privo di tutele, come i lavoratori dei call center e tutti i precari. Altro che doppi stipendi in stile Stanca! Terzo, il diritto allo studio e la difesa della scuola pubblica: è vergognoso che a Milano si chiuda il liceo Gandhi, unica scuola per studenti-lavoratori, mentre oltre il 90% dei finanziamenti regionali vanno alla scuola privata, a tutto vantaggio dei redditi più alti. Infine, diciamo no all’Expo, no alla cementificazione del territorio, contro la penetrazione delle mafie negli appalti pubblici, contro la devastazione dell’ambiente. Ci impegneremo a fondo nella difesa dell’acqua pubblica anche attraverso il referendum che sosterremo insieme a quello contro il nucleare”.

Obiettivo di Agnoletto, che ha scelto di non essere anche capolista e dunque di non diventere consigliere regionale, è ricostruire “dal basso un’alternativa”, una “vera opposizione a Formigoni e ai poteri forti”. Perché al Pirellone, spiega il candidato della Federazione per la Sinistra, servono “consiglieri capaci di rendere il Palazzo trasparente, pronti a contrastare la politica delle destre e di fare l’opposizione che il Pd non vuole fare”.

In perfetta sintonia Paolo Ferrero, intervenuto come portavoce nazionale della Federazione della sinistra. “In Lombardia – ha osservato – la situazione è chiara. Penati ha deciso che Formigoni deve restare presidente, di qui la scelta di frantumare la sinistra e di non proporre un’alternativa di contenuti. A questo punto, la domanda non è chi vincerà le elezioni. La domanda è: quando avrete da fare una battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, l’inceneritore che vogliono costruirvi davanti a casa, contro la chiusura della vostra fabbrica, avrete qualcuno a darvi ascolto in Consiglio regionale, o nessuno? Per questo – ha concluso Ferrero – bisogna votare Agnoletto e la lista della sinistra”. Un invito rivolto anche a Sinistra e libertà, “che in Puglia ha sostenuto Nichi Vendola contro Boccia, mentre in Lombardia appoggia Penati, che è molto più a destra di Boccia”.

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senza parole

giornata

 

 

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                       MAI PIU’ !

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ULTIMO AVVISO !!


Lettera aperta a Nichi Vendola

Oggi alle 7.49

(da il manifetso del 26 gennaio 2010)

Caro Nichi, colgo l’occasione di questo comune giorno di festa per porti una domanda: perché la positiva dinamica che abbiamo messo in moto in Puglia non può essere ripetuta anche nelle altre parti d’Italia?

Nella tua regione, di fronte all’arroganza del gruppo dirigente del PD abbiamo fatto fronte comune. Prima rifiutando la proposta che tu non venissi candidato e poi con il comune sostegno alla tua candidatura nelle primarie. Questo fronte comune ha vinto e il tuo splendido risultato ne è la testimonianza.

In Puglia ha cioè funzionato nei fatti una coalizione di sinistra di alternativa, in grado di tenere un profilo politico autonomo dal PD, che è riuscito, come riuscimmo nel 2005, a vincere le primarie. Una coalizione di sinistra di alternativa che ha aperto contraddizioni nel PD proprio in quanto ha saputo agire con una soggettività propria, non subalterna o manovriera. Si è fatta una battaglia limpida, senza sotterfugi, sia sul piano politico che su quello dei contenuti e la chiarezza ha pagato.

Del resto quando ci siamo visti e sentiti nelle settimane scorse proprio questo punto avevamo messo al centro. Di fronte ad un PD che è caratterizzato da una deriva centrista, con tratti di vera e propria subalternità all’UdC, abbiamo convenuto sulla necessità di coordinare le forze della sinistra al fine di incidere positivamente nella discussione in tutte le regioni. Nella reciproca autonomia avevamo individuato la necessità di unire gli sforzi, di fare una battaglia comune, di evitare che il PD potesse metterci gli uni contro gli altri nella ridefinizione moderata del suo asse politico.

In tutta franchezza , proprio questa battaglia comune a me pare sia venuta meno. Mentre in Puglia abbiamo agito concordemente, questo non avviene nelle altre regioni d’Italia.

Non ho lo spazio per fare una disanima complessiva per cui mi soffermerò solo sul caso della Lombardia, che a me pare emblematico. In questa regione Sinistra e Libertà ha deciso di sostenere Penati a candidato a Presidente proprio mentre questo ha posto un veto sulla presenza della Federazione della Sinistra nella sua coalizione. Qui ci troviamo in una situazione incredibile: il candidato del PD decide di porre una discriminante anticomunista per far parte della sua coalizione e si caratterizza su contenuti che sono grosso modo l’opposto dei contenuti che tu hai sostenuto nelle primarie pugliesi. Sinistra e Libertà, invece di fare battaglia politica e di rompere con Penati, decide di partecipare alla sua coalizione. Mentre in Puglia la sinistra, insieme, ha ottenuto un risultato straordinario, in Lombardia Sinistra e Libertà si fa strumento del tentativo di distruzione della sinistra da parte di Penati.

Caro Nichi ti chiedo quindi di battere un colpo. Se i ricatti non si possono accettare in Puglia, non debbono essere accettati nemmeno in Lombardia. Se è possibile lavorare per l’alternativa in Puglia, deve essere possibile farlo anche altrove. La primavera non la si costruisce in una regione sola.

Paolo Ferrero

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caro PD che S..VENDOLA !!

svendola

caro D’Alema che S..Vendola ! non ci voleva certo la BOCCIA di cristallo per indovinare l’esito delle primarie.. bastava annusare l’aria e informarsi un pelo su ciò che Niki ha fatto in Puglia, ma tu Baffetto malefico e generale arrogante e altezzoso hai voluto lo stesso imporre la tua “strategia” del menga al tuo dellfino, un Bersani che nulla ha del Bersani pre nomina.. e che chiuso nell’angolo delle mere  convenienze ha adegiuato il suo “dire” al tuo sciocco voler “fare”.

Bene! ora Vendola ha ricevuto il sostegno che si meritava da voi, non da voi apparato furfante ma dalla vostra base che lascia intravvedere un che di rosso nel cuore.

al di la di quel che ci “separa” (invero veramente poco) Vendola e NOI ( che da subito gli abbiamo garantito appoggio) abbiamo veramente a cuore quel che serve alla gente e non certo subordinando il tutto ai conti della serva che ultimamente sembra si siano impadroniti (in ogni realtà voi siate presenti) di ogni vostra minima mossa… a proposito di conti.. nonostante la calcolatrice sempre accesa in poco tempo avete perso la bellezza di 4 milioni di voti.. non sarà ora di gettarla alle ortiche ?

direte voi “senti da che pulpito ..!!” già.. senti da che pulpito vi arriva questa prebenda, proprio da chi avete contribuito a smantellare, con le vostre fantasie “soliste” e con le vostre idee più riformiste dei riformisti che ci bastonano dal governo. Ma torniamo a parlare di voi. Troppo buono Vendola ad elogiare comunque la scelta di D’Alema.. è nel suo stile e nel suo progetto un avvicinamento a tappe forzate al vostro schieramento.. troppo buono ..quasi non ve lo meritereste !

adesso ci raccomandiamo a voi ..Vendola va votato, l’UDC sprezzante e ipocrita (l’ago della bilancia fece una brutta fine..chissa se..) va da sola (chissà dove poi ?) il che garantirà a Vendola di non dover poi spartire responsabilità con  i cattofurbetti quindi AVANTI TUTTA E FORZA NICHI

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PRIMARIE IN PUGLIA

come avevamo già detto la speranza che Bersani fosse in grado di dare una identità, anche pallida, di sinistra al Pd si è rivelata una speranza mal riposta.

palesemente prigioniero di lobby interne al Pd, Bersani si è “congelato”.. e non è stato in grado dare una benchè minima caratterizzazione al proprio partito, men che meno una identità di sinistra.

non possiamo certo credere che il “minimo sindacale” della protesta che il Pd sta dimostrando possa considerarsi una svolta, il cancro D’Alemiano che ne sta divorando l’essenza unita alla scialba impostazione “tuttopossibilista” Veltroniana hanno ormai minato le fondamenta di quello che, ormai a torto, viene considerato l’erede diretto del PCI (e del quale peraltro ha ripudiato quasi in toto l’etica).

la paura di perdere voti cattolici, moderati, riformisti, interisti, milanisti, ha messo in condizione il Pd di arrotolarsi su posizioni incomprensibili l’ultima delle quali la possiamo considerare addirittura MASOCHISTA

contrapporre ancora una volta Boccia a Vendola ha del diabolico, così come diabolico è il fautore occulto di tale scelta (D’Alema) che per raccattare qualche migliaio di voti dll’UDC rischia di “affondare” del tutto lo spirito di fedeltà militante di cui ancora gode in Puglia.

se Vendola vince, come è giusto che sia, cosa accadrà al PD ? con che faccia si presenterà al suo elettorato? ( che siamo certi voterà in massa per l’amico Niki).. non vogliamo addentrarci ulteriormente in ipotesi che appaiono perfino scontate.. ci limitiamo solo ad augurare a Vendola una vittoria SCHIACCIANTE (la precedente volta vinse solo con uno 0, ma stavolta ha alle spalle una gestione eccellente della regione) che costringa il Pd a riprendersi dalla fase catatonica in cui è precipitato

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GIUSTIZIA è SFATTA !

“sim sala bim” Mago Ghedini, brutta copia del mago Hudini, ha trovato il pertugio in cui far passare indenne quello stronzo del suo datore di lavoro.. trattandosi di stronzo uno potrebbe pensare che il pertugio possa essere un ano (un ano per un Nano.. non male !) purtroppo non è così banalmente rassicurante, il pertugio in questione è parte fondante della nostra repubblica.. è il Senato.

il “nostro” leader sarà indenne da tutte le accuse pregresse e future e con lui qualche centinaio di migliaia di suoi colleghi malfattori.. che come un branco di scimmie  che si spulciano a vicenda usufruiranno dei privilegi del loro capobranco.. e allegramente potranno riprendere traffici e crimini perchè tanto il processo breve mai sarà tale.. per la semplice ragione che la legge pretenderà brevità ma non fornirà strumenti affinchè la pretesa possa essere esaudita.

come dire “Porca puttana mangia !” e non darti il cibo per mangiare.. e poi dare la colpa per il tuo deperimento al cuoco.

ma ormai in questo paese di Pulcinella siamo rotti a qualunque nefandezza, il popolo sovrano ha eletto il tiranno e gli ha accostato un Robin Hood confuso e dalle frecce di carta velina.. il popolo ha scelto la sofferenza e la denigrazione, il popolo ha scelto di non aver bisogno d’altro… scimmie

peccato !

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iniziativa pubblica

Rifondazione Comunista

Invita iscritti e simpatizzanti al dibattito pubblico su:

“FEDERAZIONE

DELLA SINISTRA”

UN PROGETTO PER RILANCIARE UNA

OPPOSIZIONE REALE

GIOVEDI 21 gennaio ore 21

Presso il circolo

“STEVE BIKO”

Via Garibaldi 17

Interviene Ernesto Cairoli della segreteria provinciale

Quale percorso alle regionali e quali iniziative proporre,

in assenza di una opposizione degna di tal nome, per

difendere i lavoratori dalla crisi e la

costituzione dall’attacco continuo della

destra di governo

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Bersani sceglie l’Udc anzi no sceglie le primarie anzi.. forse gli va bene la Bonino.. però se.. ma si dai eleggiamo Lozza

alyalenail valzer dell’incertezza continua, se con l’elezione di Bersani a segretario ci si aspettava un salto di qualità del PD dobbiamo rassegnarci e  ricrederci.

l’immobilismo cronico che ha contrassegnato la gestione Veltroni/Rutelli si perpetua all’infinito, la paura di scontentare qualche decina di migliaia di elettori a scapito di una altra decina di migliaia castra sul nascere ogni “iniziativa” degna di questo nome.

la vicenda Vendola in Puglia ne è un esempio eclatante.. pur nell’evidenza che la gestione Vendola sia stata una genstione di qualità (non ci facciamo certo problemi ad ammetterlo anche  ora che Nicky ha deciso di percorrere  traiettorie più moderate rispetto alla nostra) la decisione di appoggiarlo non è stata presa, prima si è cercato un aggancio a un più (presumibilmente) renumerativo UDC ..poi si è scelta la via delle primarie, anche se il risultato SCONTATO (vincerà Vendola nettamente più gradito di Boccia) potrebbe trasformarsi per il PD in una vera e propria rivolta dei militanti PDini.

e che dire dell’apoggio a Penati ? un ex presidente di regione che si è contraddistinto per la sua linea a volte sovrapponibile alle idee del partito dell’amore, sopratutto nei confronti dei migranti. una scelta perdente in partenza, che non ci vede daccordo ne ci indurrà a ripensamenti tardivi considerando la commiserazione con la quale costui ci tratta.

se ne assumeranno le conseguenze !

MA CHE DIRE DEL PD NOSTRANO ? CHE DIRE QUI A NOVATE DOVE IL CONGRESSO DEL PD E’ RIUSCITO, (NONOSTANTE I MESSAGGI CHE IL SUO ELETTORATO GLI HA DATO ALLE PRIMARIE CHE DECRETAVANO LO SFIDANTE DI SILVA)  A SEGNARE IL PASSO FACENDO UN BALZO INDIETRO NEL TEMPO.. UN BALZO CHE LASCIA TUTTI SBIGOTTITI E FORS’ANCHE  (ci riferiamo ad una buona parte dei loro militanti )RASSEGNATI.

DOPO AVER CONQUISTATO, NON SENZA “MAL DI PANCIA” INTERNI E IL RICORSO A STRATEGIE DA VECCHIO APPARATO, L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, ED AVER PER MESI (gli si potrà anche  concedere il beneficio di un assestamento ma a tutto c’è un limite ) MANTENUTO UN BASSO PROFILO SENZA SEGNARE UN REALE DISTACCO DI LINEA DALLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE SE NON PROVVEDIMENTI DA MINIMO SINDACALE.. IERI SERA IL CONGRESSO HA ELETTO IL “NUOVO” SEGRETARIO.. NELLA FIGURA DELL’ONNIPRESENTE LOZZA.

SCELTA DISCUTIBILE (non certo per la persona che con rassegnato spirito di partito si è reso disponibile) PER IL MESSAGGIO  DATO. SE POI SI SCORRONO I NOMI DEL DIRETTIVO IL MESSAGGIO RISULTA ANCORA PIU’ CHIARO “NEL DUBBIO ..MEGLIO NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE !! “.

NOI NON SAPPIAMO SE LOZZA AVRA’ LA CAPACITA’ E FORSE ANCHE LA VOGLIA DI IMPRIMERE UNA QUALSIVOGLIA SVOLTA AL SUO CONFUSO PARTITO, SE RISPECCHIERA’, COME TEMIAMO, IL PROFILO D’AZIONE  (forse sarebbe meglio dire d’inazione) NAZIONALE.. PENSIAMO CHE A  NOVATE IL PD  ABBIA PERSO UNA BUONA OCCASIONE PER  DIMOSTRARSI IN REALE EVOLUZIONE.

COMUNQUE NON POSSIAMO CERTO FAR MANCARE A LOZZA UN AUGURIO DI BUON LAVORO..

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HAITI

IL DESTINO SI ACCANISCE  SEMPRE   SUI  PIU’ DISPERATI

forza Haiti !

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